Investimenti Diretti Esteri In Cina

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Investimenti Diretti Esteri In Cina

Il 15 Marzo 2019 è stata approvata la nuova, fondamentale legge che regolerà gli investimenti esteri in Cina a partire dal 1° Gennaio 2020. La nuova Foreign Investment Law (FIL) indica chiaramente la volontà del Governo cinese di aprire ulteriormente i propri mercati alle imprese straniere ed affrontare le diffuse lamentele mosse dagli investitori stranieri in passato.

Alcuni degli aspetti salienti della legge riguardano la promozione e protezione degli investimenti, con un particolare accento sull’impegno dei governi locali e degli investitori nel rispettare la legge. In particolare, la FIL prevede i seguenti punti chiave:

  • Gli investitori stranieri godranno della parità di trattamento e pari opportunità di accesso al mercato delle controparti Cinesi, ad eccezione di specifici settori esclusi, come specificati nella negative list rilasciata dal governo;
  • Il divieto a funzionari governativi di fare ricorso a mezzi amministrativi per costringere le imprese straniere a trasferire la loro tecnologia;
  • Vengono definite le conseguenze legali in caso di violazione di Negative List, Information Reporting System e di leggi e regolamenti.

Con l’entrata in vigore della FIL, le leggi sulle imprese a capitale straniero (FIE Laws) verranno automaticamente abrogate.

Sulla scia della FIL, il disegno di legge sulla disciplina dei brevetti, ancora in fase di discussione, affronta i temi prioritari per le imprese straniere in materia di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, area contrassegnata da un notevole livello di preoccupazione, come evidenziato in più occasioni dalle Camere di Commercio americane, europee e britanniche nelle comunicazioni inviate alle autorità cinesi.

I punti chiave della proposta di legge in materia di brevetti includono:

  • Inasprimento delle sanzioni in caso di violazione dei diritti brevettuali;
  • Il termine di copertura brevettuale, da 10 anni attuali, è stato esteso a 15 anni; e
  • Inversione dell’onere probatorio a carico del convenuto nell'ambito del dovere di cooperazione nel fornire informazioni pertinenti.

La nuova FIL non è l'unico provvedimento che la Cina sta attuando per ridurre le limitazioni agli investimenti esteri. La Cina ha ulteriormente tagliato i dazi per un gran numero di prodotti a partire dall'inizio del 2019 ed ha aggiornato la Negative List per gli investimenti stranieri nel Paese.

La Negative List per il catalogo degli investimenti esteri del 2019, entrata in vigore il 28 Luglio 2018, chiarisce i settori industriali cinesi aperti agli investitori stranieri e riduce il numero di misure restrittive da 63 della versione precedente a 48.

Essa prevede l’apertura di un maggior numero di settori agli investimenti esteri, allentando o rimuovendo le restrizioni nel settore agricolo, minerario e delle infrastrutture, mentre anche i settori finanziario, assicurativo e automobilistico saranno investiti da riforme più graduali.

Anche nelle Free Trade Zones in Cina, sono state ridotte le misure restrittive, da 95 della versione precedente a 45, in settori quali prospezione e sfruttamento del petrolio e del gas naturale, industria manufatturiera aeronautica, vendita al dettaglio all'ingrosso di tabacco e sigarette, servizi legali, istituti di istruzione straniera, fusione e trasformazione di risorse minerarie radioattive e produzione di combustibile nucleare.

A queste misure amministrative sugli investimenti esteri si aggiunge la Negative List for Market Access, pubblicata dalla National Development and Reform Commission (NDRC) il 25 dicembre 2018.

La novità introdotta dalla 2018 MA Negative List sta nello stabilire obblighi di licenza e procedurali per tutte le imprese, comprese aziende di stato, società private, società a partecipazione congiunta e società estere, e non più solamente alle imprese straniere.

La 2018 MA Negative List comprende 151 attività commerciali altamente regolarizzate attraverso misure governative; quattro settori sono completamente inaccessibili, mentre 147 richiedono l’ottenimento di specifiche licenze.

Le industrie soggette a restrizioni vengono classificate in 18 diversi settori, tra cui agricoltura, servizi pubblici, edilizia, commercio al dettaglio, trasporti e logistica.

Per le aziende intenzionate ad entrare in un settore industriale "soggetto a restrizioni", la Negative List stabilisce le procedure, gli standard e le specifiche autorizzazioni che devono essere eseguite ed ottenute affinché venga concesso l’investimento in tale settore.

I settori omessi dall'elenco sono accessibili ad investimenti per tutte le imprese senza la necessità di un'ulteriore approvazione.

Uno dei cambiamenti più significativi nella 2018 MA Negative List è rappresentato dalla riduzione delle restrizioni alle industrie minerarie, come il carbone e i metalli non ferrosi, con il duplice effetto di stimolare l'economia domestica e affievolire le critiche mosse dai governi stranieri.

In conclusione

Nel 2011, il numero di misure restrittive è arrivato a raggiungere le 120 Misure Amministrative Speciali. A partire dal 2011, questa cifra ha subito un costante calo – 63 misure restrittive registrate nel 2017, raggiungendo un minimo di 48 nel 2018.

L’amministrazione cinese sugli investimenti esteri entra in una fase di standardizzazione su grande scala, il che accrescerà in maniera significativa l’efficienza degli investimenti esteri, grazie anche al nuovo trattamento paritario per gli investitori stranieri assicurato dalla nuova FIL, che si pone come pietra miliare dello sviluppo dell’investimento estero in Cina.

Voci ottimistiche affermano che le nuove disposizioni del 2018 MA Negative List unificheranno il sistema di accesso al mercato, semplificandolo e basandolo su norme chiare. Tuttavia, molti investitori stranieri hanno una visione più cauta rispetto al futuro. Sostengono che l'impatto positivo delle nuove disposizioni sarà frenato da leggi, regolamenti e necessità di approvazioni amministrative specifiche che continuano ad applicarsi nonostante i nuovi provvedimenti.

In ogni caso, tanto le nuove Negative List quanto la FIL suggeriscono che il legislatore abbia recepito la necessità per gli investitori stranieri di ottenere regolamentazioni di ingresso nel mercato standardizzate ed eque. Se da una parte non mancheranno le critiche verso gli ulteriori requisiti di licenza o approvazione che sono richiesti per alcune industrie descritte come "liberalizzate", la Negative List ha comunque progressivamente liberalizzato un certo numero di settori in tutta la Cina per molti anni.

L’ottenimento di una Negative List unificata per aziende nazionali e straniere è considerato un progresso e molti investitori potranno trarre beneficio da una maggiore attenzione da parte delle autorità locali a un sistema di accesso al mercato ben regolamentato. Gli investitori dovrebbero continuare ad aspettarsi una lenta e progressiva liberalizzazione del mercato cinese.

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